EPS e XPS, diverse proprietà e diversi utilizzi

Quale materiale usare per formare il cappotto della la propria casa? La domanda è retorica, ciascun installatore sa il fatto suo e ha le proprie esperienze, da applicare in base a ogni singolo caso. Ma su una cosa non si scappa, cioè la differenza di prestazioni dei principali materiali impiegati: l’EPS e l’XPS, ovvero il polistirene espanso e il polistirene espanso estruso.

Entrambi provengono dallo stirene, sostanza naturale presente in natura nei semi di fagiolo e di caffè, nel luppolo, nelle noci e nelle fragole. Per questo il polistirene espanso è considerato sicuro da parte della Dangerous Substances Directive , rilasciato ancora negli anni della CEE.

L’EPS viene prodotto in blocchi che raggiungono anche i 4 metri, con densità di 25 kg al metro cubo.

L’XPS estruso è più compatto, ha una superficie liscia e viene prodotto con misure che si aggirano sui 1,5 metri, ma con densità di 35 kg al metro cubo.

E su cosa basiamo le prestazioni tra EPS e XPS? Principalmente sul grado di permeabilità all’aria, al vapore e all’acqua.

Sperimentandone la resa, ciascun installatore si è accorto subito che l’EPS mantiene una certa permeabilità, anche se certo inferiore agli isolanti fibrosi, ma che comunque c’è. Ha una conducibilità termica λ = 0,035 W/mK, una resistenza alla diffusione del vapore acqueo μ = 50.

La sua inerzia rispetto a molti agenti corrosivi e le discrete proprietà meccaniche permettono il suo utilizzo per i cappotti, in particolar modo nelle intercapedini orizzontali, ma facendo attenzione alle zoccolature dei cappotti, dove è necessaria maggiore impermeabilità.

Questo perchè a parità di condizioni d’utilizzo l’efficacia nei casi in cui XPS viene messo in opera è maggiore. ‘Estruso’ significa infatti che la sua struttura a celle chiuse è omogenea e stabile, cosa che gli rende impossibile l’assorbimento dell’acqua e gli permette un’alta resistenza alla compressione.

Ha una conducibilità termica λ = 0,035 W/mK, una resistenza alla diffusione del vapore acqueo molto elevata, μ = 80-230.

Leggerezza, facilità di lavorazione, l’XPS sta trovando un’applicazione molto eterogenea nell’edilizia per isolare gli edifici. È usato in ambienti umidi o a contatto con il terreno, in situazioni di forte sollecitazione da compressione, nella realizzazione di pannellature sandwich isolanti (il cosidetto isolamento a cappotto). Inoltre può essere usato da solo o in accoppiata con cartongesso, pannelli di legno o laminati in plastica o metallici per isolare anche pavimenti, pareti o soffitti.

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