Styrodur - la soluzione a muffa e umidità

Styrodur®, la soluzione a muffa e umidità

A tutti è capitato almeno una volta di imbattersi in un muro umido e scrostato o, addirittura, con la muffa… E non è un bello spettacolo. I rischi che si corrono non sono assolutamente da sottovalutare: problemi di salute, danni all’edificio stesso – e, non di meno, l’aspetto estetico – che possono compromettere la vivibilità degli ambienti.

Purtroppo, quello della muffa è un problema fin troppo comune ma oggi ci sono anche soluzioni, o meglio ancora, si può direttamente prevenire.

Da cosa sono causate l’umidità e la muffa?

L’umidità può avere svariate origini: si può trattare di una ventilazione insufficiente, di materiali non perfettamente idonei o di un’impropria impermeabilizzazione. Anche i ponti termici sono spesso evidenziati da aloni e “strisce” di umidità e muffa. Ciò avviene ogni volta che la temperatura interna e la differente temperatura esterna entrano in contatto: nei mesi più freddi questo favorisce la creazione di goccioline d’acqua sul muro. La condensa, infatti, è la madre di tutti i guai delle pareti.

Non dimentichiamo anche eventuali infiltrazioni dovute a qualche danno allo strato impermeabile.

Dove sono maggiormente presenti?

La comparsa di umidità di risalita dal terreno si riscontra spesso nelle pareti: esse tendono ad assorbire acqua che causa macchie e deposito di sali che distaccano l’intonaco.

Un punto vulnerabile per la formazione di condensa, dovuto agli sbalzi termici, è l’interno dei muri perimetrali, soprattutto in corrispondenza di infissi o solai – dicevamo “ponti termici” – ma non sono da sottovalutare neanche i pavimenti e i soffitti.

Anche i locali interrati, a diretto contatto con il terreno di per sé più umido, possono presentare questo problema se non correttamente isolati: cantine, taverne e parcheggi interrati potrebbero non poter essere sfruttati appieno.

Come se non bastasse, eventuali discontinuità nell’isolamento, generando ancora una volta ponti termici, sono un rischio sempre in agguato nei pilastri e angoli delle pareti.

Come prevenirle?

Uno dei parametri che determina il grado di salubrità dei locali è una temperatura media costante e un riciclo d’aria per assicurare un livello ottimale di umidità.

La soluzione più adatta è agire dall’interno, ossia isolare termicamente l’edificio. Per farlo nel modo migliore, è bene utilizzare dei prodotti che mantengano le loro performance di isolamento nel tempo, che tollerino bene la presenza di umidità e, per ambienti sotto carico, possiedano un’ottima capacità di resistenza a compressione.

Ancora una volta, Styrodur® si rivela essere il pannello adatto a molteplici applicazioni, perché è insensibile all’umidità, non la assorbe, quindi non si gonfia e non imputridisce. Inoltre, i pannelli godono di un’ottima stabilità anche in condizioni difficili come nelle zone di zoccolatura dell’edificio, sul tetto e nelle fondazioni. E proprio ambienti come quest’ultimo sono sottoposti a carichi importanti provenienti dal terreno che questo pannello tollera molto bene senza deformarsi, quindi risulta ideale addirittura per l’isolamento di platee di fondazione portanti.

 

Visita questa pagina per scoprire tutte i dettagli delle varie applicazioni.

L’isolamento perimetrale delle case passive: consigli di applicazione

In questi ultimi anni il nostro sguardo è sempre più volto al risparmio energetico e, non meno importante, in periodi come questo in cui si paventano aumenti del 40/50%, al risparmio in bolletta. Ci sono molteplici fattori che causano ponti termici e, quindi, dispersioni termiche, se non correttamente isolati: il tetto, le pareti, le fondazioni, ma anche porte e finestre, che si riconoscono come i punti in cui ci sono più “spifferi”.

La soluzione adottata negli ultimi anni per contrastare il dispendio energetico è la casa passiva.

Vediamo di cosa si tratta e come l’isolamento perimetrale svolga un ruolo cardine.

Cos’è la casa passiva e quali sono i vantaggi

Si tratta di un nuovo modello di abitazione che coniuga due obiettivi fondamentali dell’edilizia del XXI secolo: una maggiore sostenibilità in termini di fonti e una maggiore efficienza energetica.

Il riscaldamento e il raffrescamento non provengono da fonti tradizionali, ma da fonti alternative come impianti fotovoltaici e pannelli solari, l’utilizzo di impianti di ventilazione e circolazione dell’aria, infissi termici e coibentazione delle pareti.

Va da sé che la coibentazione delle pareti diventa un fattore chiave in questo contesto. Ridurre al minimo le dispersioni termiche e annullare ponti termici, che invaliderebbero l’isolamento, sono i requisiti che consentono:
• una drastica riduzione dei consumi, addirittura fino all’85/90%;
• un maggior benessere abitativo in quanto non si creano muffe e sbalzi termici.

Non dimentichiamo il risparmio! Questo tipo di edifici richiede un investimento più ingente all’inizio, che viene però abbondantemente recuperato in seguito grazie ai consumi ridottissimi.

Come isolare la casa passiva?

Come detto sopra, la casa passiva deve essere perfettamente isolata per garantire un alto rendimento energetico e i pannelli Styrodur® ancora una volta sono la risposta.

Il nostro pannello XPS è adatto all’isolamento perimetrale delle pareti a contatto con il terreno perché è resistente all’acqua e alle forti pressioni provenienti dal suolo.

Proprio in questo tipo di isolamento è necessario che vengano posati più strati di lastre isolanti (fino a 3) in modo che lo spessore totale della coibentazione sia maggiore rispetto allo standard.
Il carico prodotto dalla piastra di fondazione e dall’edificio fanno sì che le singole lastre non si spostino e che non ci siano infiltrazioni d’acqua.

Consigli di applicazione

Nell’isolamento perimetrale la resistenza alla diffusione del vapore acqueo tende a diminuire verso l’esterno, mentre la resistenza termica tende ad aumentare. Questo significa che l’isolamento termico protegge elementi strutturali esterni delle cantine dall’umidità e trattiene il calore sulle superfici interne dell’edificio.

 
Tipi di pannelli da usare
Installato esternamente, Styrodur® è la soluzione all’isolamento perimetrale perché è resistente alla diffusione del vapore acqueo. Inoltre, grazie alla sua elevata resistenza alla compressione, non ci sono limitazioni sulle profondità d’installazione. Consigliamo comunque l’utilizzo di tipi di pannelli con maggior resistenza meccanica, come Styrodur® 5000 CS, in caso di applicazione a profondità più importanti.

 
Continuità dell’isolamento
Nella casa passiva l’isolamento perimetrale deve essere realizzato come una linea continua, ossia senza interruzioni che causerebbero ponti termici e, di conseguenza, fughe di energia. Per questo motivo, consigliamo l’applicazione delle lastre isolanti con i giunti e allineamenti sfalsati tra i vari strati.

 
Elementi arrotondati o angolari
In caso di elementi arrotondati si provvede alla sagomatura in base al raggio desiderato. In caso di elementi angolari, anche in condizioni articolate, i pannelli vengono posati numerati e al millimetro.

 
Tagli e inserti
Tagli o inserti verranno realizzati su misura: a riempire gli spazi vuoti si usa una speciale schiuma poliuretanica.

 
Scopri qui tutta la gamma.

STYRODUR nei magazzini

Anche i magazzini necessitano di isolamento

I magazzini o comunque le grandi superfici di stoccaggio merci spesso richiedono temperatura e/o umidità controllate. In particolare, le pavimentazioni necessitano di isolamento termico, come fosse un luogo abitabile.

A maggior ragione i locali interrati, anche di grandi dimensioni, hanno bisogno di un isolamento delle pareti e della pavimentazione perché l’umidità derivante dal terreno e le infiltrazioni d’acqua sono molto probabili. Si tenga conto, inoltre, che la dispersione termica del pavimento a contatto col terreno può arrivare al 20% della dissipazione termica totale dell’edificio.

Tuttavia, è da considerare un altro fattore: il carico sui pavimenti. Non sempre pensiamo al peso che il pavimento di un magazzino deve sopportare tra distese infinite di scaffali, merci pesanti stoccate e carrelli elevatori.

Per questo la scelta dell’isolante da applicare non va sottovalutata.

Una resistenza alla compressione testata

Styrodur® ha un’ottima resistenza alla compressione, arrivando a tollerare carichi ≥700 kPa senza deformarsi.

A dimostrazione di questo, da anni non ci accontentiamo dei requisiti di legge, ma mettiamo alla prova la resistenza e la qualità dei nostri pannelli attraverso dei costanti test lungo tutto il sistema produttivo nei laboratori BASF. Anche dopo molti anni: infatti, per assicurare che tutti i pannelli della gamma mantengano le caratteristiche sul lungo termine, preleviamo dei campioni dagli edifici costruiti tempo fa, addirittura decenni.

Così garantiamo sempre il massimo delle prestazioni!

Un pannello plastico

Circondarsi di vegetazione consente di godersi gli spazi aperti e verdi, il colore dell’equilibrio e delle sensazioni positive, ed è scientificamente provato che influenza positivamente il nostro benessere psico-fisico. Ma oltre a far bene a noi fa bene anche all’ambiente e alla copertura stessa, generando economie positive anche per i bilanci famigliari.

Vantaggi per l’ambiente

Anche se è fortemente consigliato provvedere ad appianare eventuali irregolarità, a volte il terreno di fondazione non è comunque perfettamente lineare. Styrodur®, però, è estremamente plastico, così da potersi adattare a ogni discontinuità della superficie o di terreno non omogeneo, senza rompersi o deformarsi.

Un basso assorbimento d’acqua

Un ambiente più umido come quello dei magazzini può mettere a rischio la solidità dei pannelli, ma Styrodur® ha una ridotta capacità di assorbimento di acqua e umidità, caratteristica che lo rende imputrescibile anche in condizioni igrometriche non ottimali.

 

Tetti verdi con Styrodur®: la natura che aiuta a mitigare l’impatto ambientale in città.

Sia che immaginiate una bella copertura verde, semplice e che richiede una minima manutenzione (tetto verde estensivo) sia che stiate pensando a un progetto più ampio con sentieri pedonali, elementi ornamentali e spazi dedicati alle persone come tavoli, panche o altalena per i bambini (tetto verde intensivo), sappiate che il sistema tetto verde è completamente autonomo… O quasi.

Un sistema autosufficiente

Il sistema tetto verde è pensato per isolare dal caldo e dal freddo in modo eccellente: le foglie e l’erba, la terra e il verde sono il primo grande vantaggio. Ma la superficie vegetale accoglie gli scrosci d’acqua silenziosamente assorbendo la prima pioggia, mentre altra acqua verrà contenuta da una geomembrana che la rilascerà nel tempo, garantendo al giardino il corretto apporto anche in successivi periodi di siccità.
Proprio perché lo strato di terreno si mantiene umido ed è un vantaggio per le piante stesse, il vapore che si accumula sopra il materiale isolante Styrodur® sopporta per decenni questo ambiente favorevole al verde.
Praticamente, un sistema che usa le acque meteoriche per l’irrigazione.
Tutto il sistema è impermeabilizzato e garantisce la protezione da qualsiasi infiltrazione sulla copertura.

Ma quali sono i vantaggi di questo tipo di tetto?

Circondarsi di vegetazione consente di godersi gli spazi aperti e verdi, il colore dell’equilibrio e delle sensazioni positive, ed è scientificamente provato che influenza positivamente il nostro benessere psico-fisico. Ma oltre a far bene a noi fa bene anche all’ambiente e alla copertura stessa, generando economie positive anche per i bilanci famigliari.

Vantaggi per l’ambiente

È risaputo che le piante assorbono la CO2 presente nell’atmosfera e le polveri dello smog urbano migliorando la qualità dell’aria che respiriamo e fungono da barriera anche contro l’inquinamento acustico. Inoltre, contribuiscono a ridurre l’elettrosmog proveniente dalle onde elettromagnetiche emesse da telefoni, radio, televisori e altri dispositivi elettronici.

Vantaggi per la copertura

Il pannello Styrodur®, grazie alla sua altissima resistenza alle sollecitazioni meccaniche, sopporta molto bene i carichi di vegetazione e di eventuali tavoli, sdrai e sedute da giardino. Non solo: la sua capacità di ridurre lo scarico rapido dell’acqua lo rende adatto ad essere utilizzato in zone climatiche più piovose.
Va da sé che, con un’alta capacità di isolamento termico, fa in modo che l’edificio non disperda calore d’inverno e non lo assorba in estate.

Notevoli vantaggi economici

Come detto, c’è il contenimento dei costi energetici per il riscaldamento d’inverno e il condizionamento d’estate con conseguente riduzione delle spese. L’investimento iniziale per la creazione di un tetto di questo tipo porta quasi sempre anche un aumento del valore dell’immobile e, se i tetti sono tanti, anche del quartiere.

Per sostenere e promuovere questa scelta sono stati attivati incentivi fiscali e il bonus verde.
Quest’ultimo, inizialmente introdotto con la Legge di Bilancio 2018 e poi prorogato di anno in anno fino al 2021, consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per la sistemazione di giardini, terrazzi e in generale aree verdi.

La detrazione, ripartita in dieci quote annuali di pari importo, va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto, la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile.

Impianti a biogas: proroga incentivi 2021

La decisione è presa e nel Milleproroghe si concede l’estensione a tutto il 2021 degli incentivi per gli impianti a biogas (agricolo). Il bando dovrebbe essere pubblicato entro il 30 giugno, almeno così troviamo scritto in Rinnovabili.it, il quotidiano online sulla sostenibilità ambientale.

Cos’è il biogas e come viene prodotto

Il biogas è una delle forme di energia pulita e rinnovabile che rientrano nel gruppo più grande delle bioenergie. Le bioenergie sono d’importanza strategica per più di un settore, perché consentono di mettere in pratica operazioni di sostenibilità, economia circolare e innovazione tecnologica.

Il biogas è costituito prevalentemente da metano e anidride carbonica e si forma con la fermentazione del materiale organico, per lo più residui provenienti da rifiuti vegetali, in decomposizione, liquami zootecnici e di fognatura.

I materiali di scarto sono trasformati in biogas utilizzabile per la produzione di energia attraverso un processo di fermentazione. Quest’ultimo può avvenire a varie temperature a seconda del tipo di impianto realizzato. Per poter garantire una certa utilità economica, l’impianto deve produrre più gas combustibile rispetto a quello richiesto per mantenere costante la temperatura nel fermentatore. Ecco che l’isolamento di tali impianti diventa una condizione essenziale per la sua efficienza.

Come sono isolati gli impianti di biogas

Per mantenere la fermentazione a una temperatura efficace, non ci devono essere perdite di calore. Per questa ragione ai contenitori di fermentazione vengono applicati materiali termoisolanti: al soffitto, alle pareti e sul fondo.

L’isolante termico deve essere adeguato e rispondere a determinate caratteristiche, che sono:

  • Alta resistenza a compressione
  • Basso assorbimento d’acqua
  • Stabilità al contatto con acido umico
  • Stabilità al contatto con i gas emessi durante la fermentazione

La linea di pannelli Styrodur® C copre tutte le criticità dei contenitori di fermentazione offrendo pannelli idonei a coprire l’intera superficie.

L’ottima capacità di isolamento termico di Styrodur® C riduce la quantità di energia necessaria per il mantenimento della temperatura nel processo di fermentazione. Alle basse temperature la conduttività termica del pannello diminuisce, quindi migliora l’efficacia dell’isolamento. Di seguito un esempio dei valori di conduttività termica di Styrodur® 3035 CS, spessore 50 mm, in funzione della temperatura.

Sulla pagina dell’applicazione relativa agli impianti di biogas si trovano tutti i pannelli specifici per le differenti superfici di un impianto: platee di fondazione, pareti interrate, pareti fuori terra, coperture in plastica, carrabili e verdi e scudi antigelo.

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Perché è importante isolare anche i pavimenti

Da quasi un anno sentiamo parlare dell’incentivo statale Superbonus 110% in vigore dal 1° luglio 2020 e adesso prorogato al 30 giugno 2022. Tra i lavori ammessi ci sono gli isolamenti a cappotto o la coibentazione delle coperture, ma non sottovalutiamo l’importanza dei pavimenti.

Perché isolare i pavimenti?

Ristrutturare una vecchia abitazione la maggior parte delle volte comporta lo smantellamento della pavimentazione esistente, che sia per motivazioni strettamente estetiche che funzionali. Qualsiasi sia il vostro caso, avrete la possibilità di intervenire approfittando della situazione per realizzare l’isolamento termico dei pavimenti. Perché farlo?

L’isolamento risponde innanzitutto al bisogno di ridurre il fabbisogno energetico della casa, proteggendo l’immobile da umidità e condensa. Procedere alla coibentazione dell’involucro esterno senza coinvolgere i pavimenti mina la salubrità degli spazi, questo perché nei mesi invernali, ad esempio, l’aria calda interna trattenuta dalle lastre isolanti perimetrali rischia di entrare in contrasto con l’umidità di risalita proveniente da una pavimentazione non isolata. Lo scontro di aria calda e aria fredda comporta, in questi casi, la formazione di condensa in casa che minaccia la pavimentazione ed è lesiva per i muri.

I pannelli Styrodur consigliati per l’isolamento dei pavimenti

Qualità e sicurezza

La nostra lastra isolante gode di numerose omologazioni in diversi campi d’applicazione e viene testata già dal 1964. Questo le conferisce un ottimo posizionamento all’interno del mercato, dimostrandone l’affidabilità e la consolidata esperienza. Applicata correttamente, sopravvive alla durata media dell’immobile, proteggendolo da sbalzi di temperatura, muffa e umidità.

Per qualsiasi tipologia d’intervento, sia in ambito pubblico che privato, conta su Styrodur®.

L’isola felice esiste e la trovi… sul tetto di casa

Il tetto verde è facilmente riconoscibile perché accoglie una florida vegetazione, sia essa arborea o floreale. Una soluzione riscoperta, il giardino pensile, dal latino pensilem “che sta sospeso”, nasce già in epoca antica, seppur per necessità diverse.
Una costante urbanizzazione ha obbligato l’uomo a inventare spazi verdi laddove era possibile: sul tetto, appunto. Ma perché realizzare una copertura verde sulla propria abitazione? Quali i vantaggi?

Partiamo da quelli che potremmo definire vantaggi ambientali: una copertura di questo tipo migliora la qualità dell’aria, ricreando una mitigazione microclimatica. In questo modo le piante ci salvano dal calore intenso che si accumula in città e assorbono la CO₂ presente in atmosfera. Inoltre, non di poco conto è il fatto che catturino la polvere e le sostanze tossiche fluttuanti nell’aria, ripulendola. Un ulteriore vantaggio è la riduzione dell’isolamento acustico. Più sane sono le piante, infatti, più facilmente assorbono il rumore, trasformandosi in una vera e propria barriera al suono.

Lo stesso avviene per l’elettrosmog: un tetto verde contribuisce all’assorbimento delle onde elettromagnetiche che normalmente vengono emesse da telefoni e ricetrasmittenti.

L’integrazione di una zona verde negli edifici può, inoltre, regolare il deflusso delle acque piovane, reso oggi difficile dall’intensiva cementificazione del territorio che porta come conseguenza a problemi di tipo alluvionale. A questo proposito, le coperture a giardino evitano l’ostruzione delle reti fognarie in caso di piogge insistenti, assorbendo fino al 90% dell’acqua piovana.

Compatibili con l’installazione di impianti fotovoltaici, i tetti verdi massimizzano l’efficientamento energetico, raddoppiando, così, il risparmio in bolletta.

Seguono, poi, i vantaggi di tipo psicofisico: possedere uno spazio verde a uso esclusivo porta al benessere dell’individuo e al miglioramento della qualità di vita. Si ricreano nuovi spazi per piante e animali e si guadagna terreno per la coltivazione di orti urbani.
A rendere più facile la creazione di un ambiente di tale portata sono gli ecobonus e gli incentivi fiscali. Non abbiamo finora accennato, infatti, al miglioramento estetico che una copertura verde apporta all’intero quartiere, valorizzando l’edificio. Ecco perché lo Stato stesso spinge allo sviluppo green.

Il Decreto Milleproroghe ha prorogato al 2020 il bonus verde grazie al quale viene applicata una detrazione dall’Irpef lorda pari al 36% per le spese sostenute al fine di realizzare impianti di coperture verdi su immobili residenziali. La detrazione è applicabile su un ammontare complessivo non superiore a 5000 euro ed equivale, cioè, a un contributo massimo di 1800 euro per immobile, ripartito in dieci rate annuali. Lo stesso vale per le aree esterne comuni dei condomìni per le quali è possibile ottenere lo stesso importo per unità immobiliare a uso abitativo.
Per quanto riguarda l’efficientamento energetico, è possibile ottenere un ecobonus del 65% sull’importo complessivo per opere di riqualificazione globale che mirino al miglioramento dell’isolamento termico della struttura. Nel caso dei condomìni, inoltre, è possibile arrivare al 70% di detrazione fiscale se l’intervento coinvolge il 25% dello stabile, e addirittura al 75% se si dimostra che l’operazione è riuscita a contribuire al miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva, col conseguimento della qualità media di cui al DM 26 giugno 2015.

Scopri le soluzioni verdi che abbiamo pensato per te, vai al sito Styrodur.

Case Passive: massima efficienza energetica e consumi quasi a zero

Styrodur

Una casa passiva, o passivhaus, è un modello di abitazione di ultima generazione, teso ad assicurare la massima efficienza energetica e il minor impatto ambientale. In realtà, il termine tedesco Passivhaus, identifica più propriamente lo standard sul quale quale questo nuovo esemplare abitativo si modella.

Lo standard Passivhaus è nato nel maggio 1988 dalla collaborazione tra il fisico Tedesco Wolfgang Feist, dell’Institut für Umwelt und Wohnen (Istituto per l’Ambiente e l’Edilizia), in Germania, e Bo Adamson, ricercatore ed ingegnere dell’università di Lund, in Svezia. Uno standard che ha guidato la rotta verso una concezione abitativa più ecologica ed innovativa, sfruttando la giusta combinazione tra qualità dei materiali impiegati ed esposizione solare. Il risultato è un edificio dai consumi energetici così ridotti da nonaver quasi bisogno di essere scaldato, e negli inverni più freddi dei gelidi paesi del nord!

Fig.1 Esempio di Casa Passiva

Le passivhaus sono un progetto tutto Europeo, infatti, le prime case passive furono costruite a Darmstadt, in Germania, nel 1990. Dapprima sviluppatesi principalmente nel nord Europa, si sono negli anni diffuse anche nei paesi dal clima più temperato, come Francia ed Italia. La diffusione, tuttavia, è rimasta confinata alle regioni più a nord e lo standard di esecuzione è stato riadattato alle case passive mediterranee, uno standard creato appositamente per tutti i paesi che si affacciano sul mediterraneo e che necessitano di accortezze differenti dagli edifici ubicati nei paesi freddi.

Per definire una passivhaus, l’edificio deve rispettare determinati parametri:

  • Il fabbisogno termico per riscaldamento ed il fabbisogno frigorifero per raffrescamento devono rimanere al di sotto di 15 kWh/m2anno (pari a 1,5 litri di carburante ciascuno);
  • Il fabbisogno di energia primaria deve essere minore di 120 kWh/m2anno (consumo di energia primaria per riscaldamento, raffrescamento, approntamento e distribuzione acqua calda sanitaria, energia elettrica degli elettrodomestici e corrente elettrica “ausiliaria”, ovvero a servizio degli impianti);
  • Il valore n50(ricambio di aria interna per perdite attraverso gli spifferi in corrispondenza di una depressione/sovrappressione di 50 Pascal) deve risultare in opera minore di 0.6 h-1.

Fonte: http://www.zephir.ph

Come si costruisce una casa passiva?

Come detto in precedenza, affinché una casa passiva possa definirsi tale, e rientrare nei parametri evidenziati sopra, è necessaria l’azione sinergica di più strumenti che garantiscano il massimo isolamento termico e la massima efficienza energetica.
Una peculiarità decisiva delle passivhaus è la capacità di sfruttare il calore passivo profuso dall’interno, utilizzando sistemi non convenzionali, ma non sicuramente nuovi,  come il calore frutto dell’irraggiamento solare , la dissipazione termica degli elettrodomestici attivi e delle stesse persone che vivono all’interno. Va da sé che per raggiungere un tale obiettivo debbano essere seguiti scrupolosamente una serie di passaggi esecutivi fondamentali.

Fig. 2 I 5 pilastri delle passivhaus

Fra gli altri, vi è l’isolamento termico. L’isolamento dev’essere ai massimi livelli, dal suolo fino al tetto. E’ indispensabile che l’involucro esterno della struttura sia interamente ricoperto da uno strato di materiale isolante di uno spessore triplicato rispetto a quello utilizzato per le abitazioni tradizionali (rispettivamente di circa 30 cm contro 8-10 cm). L’isolante va posto all’esterno, e dev’essere posizionato in modo tale da impedire che si formino ponti termici. Gli elementi costruttivi esterni devono saper trattenere l’aria, capacità verificata tramite test di pressione blower-door. Per l’isolamento perimetrale di case passive con lastre Styrodur, è possibile sovrapporre tre lastre dello stesso, per ottenere un isolamento termico innovativo, orientato al risparmio energetico. L’isolamento di case passive, infatti, non può prescindere dall’isolamento della piastra di fondazione (si riveda, per esempio, lo scorso articolo sulla termografia e l’isolamento perimetrale).

I materiali utilizzabili sono numerosi, dal legno, al cemento o ai mattoni, ciò che conta davvero in una casa passiva è soprattutto la progettazione dell’edificio:

  • Utilizzo di finestre termiche. Il vetro dev’essere triplo, anziché doppio. Le finestre devono essere grandi, per permettere l’entrata di luce e calore dei raggi del sole;
  • L’isolamento termico dipende anche dalla forma dell’edificio. Volumi compatti sono più efficaci nel mantenimento del calore rispetto edifici dal volume irregolare.
  • L’edificio dev’essere disposto correttamente rispetto al sole, coerentemente con le condizioni climatiche del luogo in cui si fabbrica la casa passiva;
  • Ventilazione controllata. Nonostante la ventilazione comporti una certa perdita di calore, l’utilizzo di adeguati dispositivi di controllo permettono all’aria di entrata di assorbire dall’80% al 90% del calore dell’aria in uscita. Inoltre tali strumenti consentono di uniformare l’aria nelle stanze, permettendo uno scambio tra stanze più calde e stanze più fredde, di modo che l’aria calda entri nelle stanze più freddolose.

A queste accortezze se ne aggiungono altre di natura estetica e funzionale. Le case passive possono essere associate ad un impianto geotermico, o abbinate alle più avanzate tecnologie degli impianti fotovoltaici. Inoltre, possono seguire a un intenso studio dell’ombreggiatura, propendendo per accurati dettagli architettonici o determinate piantumazioni.

L’aspetto più importante che ha impedito la diffusione delle case passive è il loro costo, in quanto la loro realizzazione richiede l’impiego di persone altamente specializzate, tecnologie all’avanguardia e materiali di elevata qualità. Sebbene il risparmio energetico permetta di ammortizzare i prezzi di acquisto, lo fa nel lungo periodo, non permettendo una veloce copertura delle spese sostenute.

Se l’articolo vi è piaciuto, richiedete la brochure per sapere qualcosa di più sugli isolanti Styrodur.

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